Quando possesso e controllo sono pericolosi

Le relazioni sane si distinguono per un equilibrato bilanciamento tra la presenza fisica-emotiva e l'autonomia individuale, con l'obiettivo di tutelare e promuovere la soddisfazione individuale al di fuori della sfera sentimentale. In questi contesti, vi è un reciproco riconoscimento dell'altro nella sua totalità e nel suo diritto di espressione a 360°, andando oltre il semplice ruolo di partner. L’autonomia individuale diventa una questione critica quando emergono dinamiche possessive all'interno della coppia.

Il possesso tende a riconoscere l’altro solo in quanto può soddisfare i propri bisogni, trattandolo come un oggetto. Quando questa situazione diventa indicativa di una relazione potenzialmente pericolosa, dipende dalla mancanza di consapevolezza da parte del soggetto controllante di avere un problema.

È fondamentale che il soggetto riconosca il proprio problema e cerchi di lavorare su di sé, anche chiedendo aiuto per modificare comportamenti ritenuti inadeguati, al fine di preservare la relazione. Al contrario, la pericolosità della relazione emerge quando il soggetto rifiuta di vedere i propri comportamenti disfunzionali, attribuendo la responsabilità al partner e pretendendo che sia lui a cambiare.

La consapevolezza e la volontà di agire autonomamente per apportare modifiche comportamentali delineano la linea tra chi ha opportunità di cambiamento e chi no. Proiettare i problemi sull'altro, cercando di risolverli attraverso azioni che coinvolgono la vita del partner, è una trappola che riflette un approccio irrealistico e dannoso.

Risolvere i problemi di coppia richiede l'intervento di professionisti. Verificare la situazione con il proprio partner e, in entrambi i casi, rivolgersi a esperti che possano aiutare a ristrutturare la relazione o chiuderla nel modo più indolore possibile.

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